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29
Settembre
2025
È morto Enzo Osella: addio all'ultimo grande "garagista" italiano dell'automobilismo
È morto Enzo Osella: addio all'ultimo grande "garagista" italiano dell'automobilismo
Il mondo delle corse piange la scomparsa di Vincenzo "Enzo" Osella, storico costruttore torinese e fondatore della Osella Corse, venuto a mancare sabato 27 settembre 2025 a Torino all'età di 86 anni.
Il motorsport italiano ha perso sabato scorso una delle sue figure più iconiche e autentiche: Enzo Osella, il costruttore torinese che per undici stagioni ha portato le sue vetture nel prestigioso mondiale di Formula 1, incarnando lo spirito artigianale e visionario dell'automobilismo italiano.
Le origini: dalla bottega alle corse
Nato a Cambiano il 26 agosto 1939, Enzo Osella ereditò la passione per i motori dal padre Luigi, proprietario di un'officina nel centro di Torino. La sua formazione avvenne proprio tra chiavi inglesi e motori, dove il giovane Enzo apprese l'arte della meccanica e sviluppò quella sensibilità tecnica che lo avrebbe contraddistinto per tutta la vita.
L'approccio alle corse iniziò nel 1957, quando uno dei clienti dell'officina paterna, pilota di rally per hobby, lo portò come navigatore in diverse gare, tra cui il Rally del Sestriere. Nello stesso anno, Osella guidò per la prima volta in un rally sulla Fiat 600 di sua sorella, esperienza che si concluse con un incidente in curva.
Non fu un debutto fortunato, ma bastò per accendere una fiamma che non si sarebbe mai spenta. Con il sostegno del padre, Osella acquistò una Lotus Eleven, che modificò personalmente equipaggiandola con motore Osca e differenziale Alfa Romeo, partecipando a diverse cronoscalate.
L'esperienza con Carlo Abarth: una scuola fondamentale
Nel 1963, Osella iniziò a lavorare con Karl 'Carlo' Abarth, figura leggendaria dell'automobilismo italiano, acquisendo conoscenze sulla produzione di telai e motori e sulla messa a punto delle auto sportive. Fu un'esperienza formativa cruciale: prima collaudatore e poi meccanico con l'incarico di supervisore piloti nelle gare del team, Osella imparò i segreti della competizione ai massimi livelli.
Alla fine del 1964 rilevò una delle aziende Abarth a Torino e decise di mettersi in proprio, dando vita a quella che sarebbe diventata una delle realtà più rispettate del motorsport italiano.
La fondazione della Osella Corse
Nel 1971, quando Abarth cedette il marchio e gli stabilimenti alla Fiat, Osella ebbe il coraggio e la lungimiranza di rilevare il reparto corse, dando vita ufficialmente alla Osella Corse con sede a Volpiano, nell'hinterland torinese. Era nata una scuderia destinata a lasciare un segno indelebile nella storia dell'automobilismo.
La filosofia di Osella era chiara: poche parole, tanto lavoro, massima qualità con risorse limitate. Un approccio "alla piemontese", fatto di sobrietà, testardaggine e lucidità nel rapporto tra ambizioni e mezzi disponibili.
L'avventura in Formula 1: David contro Golia
Dal 1980 al 1990, la scuderia Osella partecipò al mondiale di Formula 1, prima di essere rilevata dalla Fondmetal. Furono undici stagioni eroiche, da "underdog romantico", dove la piccola struttura torinese si confrontava con i giganti del Circus.
Il risultato più prestigioso arrivò nel 1982 con il quarto posto nel Gran Premio di San Marino sul circuito di Imola, ottenuto dal pilota francese Jean-Pierre Jarier. Fu il miglior piazzamento di sempre per la squadra, un risultato che entrò nel cuore degli appassionati e che ancora oggi rappresenta un'impresa memorabile per una scuderia privata italiana.
Altri momenti memorabili includono il quinto posto di Piercarlo Ghinzani a Dallas nel 1984, in condizioni climatiche estreme, dove la preveggenza di Osella di gettare una secchiata d'acqua sulla schiena del pilota durante il pit stop fece la differenza.
La Formula 1 di Osella fu caratterizzata da genialità e ingegno: quando le risorse scarseggiavano, la fantasia suppliva. Si racconta che, per risparmiare sui costi di trasporto delle attrezzature nelle trasferte extra-europee, Osella riempisse le scocche delle monoposto con tutto il materiale d'officina possibile, sfruttando il trasporto gratuito delle vetture.
Il ritorno alle origini: il dominio nelle cronoscalate
Dopo l'esperienza in Formula 1, Osella tornò al suo terreno più autentico: le cronoscalate e le vetture sport-prototipo. Qui il marchio Osella continuò a mietere successi straordinari, dominando per anni le competizioni in salita e diventando un punto di riferimento assoluto per piloti italiani e internazionali.
Le sue macchine - leggere, potenti, maneggevoli - incarnavano quell'anima racing che nessuna difficoltà economica poteva spegnere. I modelli FA e PA divennero icone nelle gare in salita, vetture scolpite nell'alluminio e nella fantasia di un costruttore che sapeva tornire un pezzo la notte e portarlo al via la domenica.
L'eredità di un maestro
Enzo Osella è stato molto più che un costruttore: ha formato meccanici, ingegneri e piloti, lasciando in eredità un modo di fare corse "alla piemontese": sobrio, testardo, lucidissimo sul rapporto tra risorse e ambizioni.
La sua figura rappresenta l'ultimo grande "garagista" italiano: colui che sapeva sporcarsi le mani, progettare, costruire e correre con le proprie vetture. Un uomo di officina e di pista, capace di competere ai massimi livelli anche senza un impero finanziario alle spalle.
«Questa sera Enzo Osella ha cominciato la sua ultima salita…», ha scritto in un commosso messaggio sui social la Osella Engineering. «Ci lascia sereno, con una montagna di ricordi che sarà difficile dimenticare».
L'ultimo saluto
I funerali di Enzo Osella si terranno martedì 30 settembre 2025 alla Basilica di Superga, simbolo di Torino e luogo che domina la città che Osella ha rappresentato nel mondo.
ACI Sport ha espresso profondo cordoglio ricordando Osella come "un appassionato uomo di sport ed un abile e vincente costruttore che ha rappresentato l'Italia anche in Formula 1. Innumerevoli i piloti che hanno costruito la propria carriera ed i propri successi con Osella".
Il mondo delle corse perde un'icona, un artigiano visionario che ha dimostrato come passione, ingegno e determinazione possano portare una piccola officina torinese sui circuiti più prestigiosi del mondo. La sua lezione resta immutata: si può competere ai massimi livelli anche senza un impero alle spalle, se si mettono in pista idee limpide e lavoro vero.
Ciao Enzo, buona ultima salita.



https://www.osella.it/wrp/
https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Osella
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